La funzione del Gioco
Nel gioco, come nel bodywork, il corpo é coinvolto e viene messo in movimento, ma questo coinvolgimento, che é psicosomatico, viene promosso da una particolare forma di energia: la spontaneità. Non potrebbe essere diversamente, in quando se non c'é spontaneità, c'é il blocco. La spontaneità é un’energia che soffre la presenza delle difese. Difese e spontaneità sono antitetiche, ma il gioco ha la capacita di liberare spontaneità e sbloccare il corpo, altrimenti non sarebbe possibile giocare. Perciò il gioco, che non é un atto terapeutico intenzionale ma che agisce come se lo fosse, possiede la prerogativa di aggirare le difese e questo grazie alla promozione di spontaneità. La spontaneità ha il suo precursore naturale nell'eccitazione (libido) che un'iniziativa di gioco produce, a volte al solo annuncio dell'inizio del gioco stesso (giochiamo? Siiii!). Unificando i contributi della teoria corporea con questa prima ipotesi sul gioco, affermiamo pertanto che il gioco, in virtù delle sue caratteristiche rassicuranti e piacevoli, contribuisce negli adulti a sbloccare momentaneamente l’apparato difensivo psico-corporeo. Il gioco diventa in tal modo l'elemento base per iniziare un'esperienza di cambiamento. Questo significa che in sé il gioco non ha prerogative terapeutiche, ma può diventare la base per un’esperienza trasformativa che da lì in poi, il conduttore sarà in grado di proporre al gruppo.
Ciò é coerente anche con la concezione moreniana di warming-up (riscaldamento), per la quale l’impiego della spontaneità tramite esercizi preparatori (giochi di improvvisazione e altre varie forme di stimolazione dei partecipanti) contribuisce, in apertura delle sessione psicodrammatica, a “riscaldare” il gruppo e alla riduzione del clima difensivo, condizione indispensabile allo svolgimento della successiva fase di azione drammatica, ovvero quella della rappresentazione scenica di un evento della vita personale di un partecipante al gruppo, che negli obiettivi del dispositivo psicodrammatico, deve portare alla creazione di cambiamento (nuove idee, nuovi atti comportamentali, nuove decisioni); (Moreno, 1964).
Quando le difese si abbassano, ovvero quando la struttura caratteriale difensiva “cede”, la teoria corporea predice l’apertura della porzione più profonda del Sé e la conseguente rivelazione del sottostante potenziale di energia, emozioni e creatività (Pierrakos, 1994). Il gioco sembra essere pertanto il più straordinario atto, intenzionalmente non terapeutico, che tramite la spontaneità favorisce il momentaneo allentamento della struttura del carattere e il conseguente accesso al processo creativo. Un'enorme potenziale creativo é pertanto seppellito sotto le strutture difensive degli adulti e aspetta di essere liberato.
La liberazione dell'energia creativa é la più alta manifestazione del processo della vita che si sta in un dato momento compiendo in modo realmente libero, autentico ed efficace, efficace per gli scopi vitali della persona stessa (pragmatismo della creatività).
Se il gioco, sotto l’influsso dell’energia della spontaneità, promuove l’apertura del Sé, ogni individuo si troverà gradualmente più disposto verso l’altro e a incontrarlo. Il gioco in gruppo, che per lo più si svolge in forma sociale, ovvero alla presenza di altri, con altri e mediante altri, funge da mediatore di una profonda e risanatrice esperienza sociale e affettiva.

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